Carni straziate – l’inchiesta

  “Ma voi, uomini d’oggi, da quale follia e da quale assillo siete spronati ad aver sete di sangue, voi che disponete del necessario con una tale sovrabbondanza?”, scrisse Plutarco in uno dei suoi Moralia poco meno di duemila anni fa. Eppure oggi gli animali terrestri di allevamento (i pesci raddoppierebbero il totale) destinati alla macellazione si quantificano in 70 miliardi, di cui 55 sono polli. Da loro, derivano ogni anno 280 milioni di tonnellate di carne. Sempre più famelici, i mercati spingono sui grandi numeri attraverso strategie intensive di allevamento e consumo, spazzando via anche l’ultima possibilità di riconoscere che il prodotto è un essere vivente. Ma oltre a rendere atroce la breve esistenza degli animali destinati al mattatoio, la prassi della mega quantità pone pesanti interrogativi circa la salute umana, l’impatto ambientale, una sistematica mancanza di informazione che impedisce di scegliere consapevolmente….

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2013/03/12/news/carni_straziate-52483583/?ref=HREC1-7

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Una risposta a Carni straziate – l’inchiesta

  1. Fausto Orazi scrive:

    Il genocidio risale al paleolitico, da quando l’Homo Habilis, una preda fino a quel tempo, si accorse che scheggiando una pietra poteva costruire armi e uccidere facilmente animali della sua specie e di altre. La civiltà umana ha appena 2500 anni, dagli ellenisti, ma avanza solo nella scienza, non nell’etica e proprio per l’influenza di coloro che vantano il “primato morale”. Infatti per costoro gli altri animali sono indegni e a disposizione della volontà umana, anche la più perfida. Questo residuo barbarico si sta rapidamente riducendo nei Paesi più civili e in Italia il numero di menti che hanno preso coscienza è valutato intorno a 7 milioni e in crescita esponenziale.
    Mentre i felini sono carnivori obbligati noi non lo siamo. Credo che il cambiamento non richiederà più di un secolo. Diverso per i Paesi musulmani dove i ragazzi devono scannare da soli un erbivoro per dimostrare la loro maturità. La teocrazia rende l’uomo feroce.

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