Sterilizzare cani e gatti? Irresponsabile chi non lo fa – da Repubblica sera

 Sterilizzare è contro natura, per il mio gatto o cane preferisco di no: quanti la pensano così? E ancora: “meglio che al limite campi di meno, ma alla grande”. Oggi però la realtà dimostra quanto, purtroppo, un simile atteggiamento non sia protettivo verso gli animali ma al contrario ne metta a rischio la salute e spesso anche la vita. Il dramma del randagismo infatti, quegli animali che sappiamo detenuti all’interno di strutture non di rado spaventose, vittime di intolleranza, causa di incidenti stradali, oggetto di traffici, tratte oscure, attività violente e illecite, da qualche parte ha pure inizio. Cani e gatti infatti nascono di continuo, sia perché le amministrazioni locali non applicano a dovere la legge quadro 281/91 (che vieta categoricamente le soppressioni nei canili, e pure di destinate i randagi alla vivisezione, ma impone disattese politiche di sterilizzazione sul territorio e controlli accurati da parte dei comuni e delle asl), sia perché i privati cittadini si reputano estranei al sistema.
 In casa, si può tutto. Il desiderio di far provare ai bimbi l’emozione di assistere al parto della cagnolina, la voglia di avere un cucciolo proprio di Argo e di lui solo, prevale su ogni buon senso. E’ il nostro presunto diritto, sempre quello, a gestire la vita degli altri: peccato che poi, alla prova dei fatti, questo non si traduca quasi mai in assunzione di responsabilità. D’altronde, per quanto un paio di cuccioli andranno a stare dai nostri migliori amici, non è possibile seguire capillarmente le sorti di otto individui, che a loro volta potenzialmente ne metteranno al mondo altri.
 Ora, noi adoriamo Argo, ma il fatto che lui sogni di figliare è una nostra proiezione bella e buona. Quanto alla seduta riproduttiva, nello stato naturale da noi invocato non esiste nulla di simile a incontri organizzati fra padroni, che dalla serratura controllano se l’accoppiamento vada a buon fine. Proprio come i bambini, i cuccioli di Argo non chiedono di nascere, ma al contrario delle persone non saranno mai autonomi. Che capitino bene o male, andranno a incrementare un mondo strabordante di animali disperati. Si aggiungeranno al ritmo di produzione degli allevamenti; cani e gatti di razza, ma non è detto che tutti vengano venduti. E dove finiscono poi gli esemplari “difettosi”, le fattrici anziane o malate?
 Infine, il fai-da-te: gli allevamenti casalinghi e fuori controllo a cui chiunque può accedere attraverso banali inserzioni sui giornali o su internet. Quanti animali, di qualsiasi specie, dai conigli agli esotici, si allevano e si vendono ogni anno al di fuori di ogni verifica sanitaria e fiscale, per tacere dei minimi principi di tutela? E di questo, sembra davvero che non importi a nessuno.

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