Il cavallo e la bambina – da Repubblica sera

Florida, 10 maggio 2002: il puledro di Maggy Hawk,  un figlio di Northern Afleet, è nato da appena 24 ore ma la madre non sta bene e ha già perso il latte. Così, in attesa di una balia, per un paio di settimane va a Lauren, che ha nove anni ed è la figlia dell’allevatore di purosangue John Silvertand, il compito di allattare con il biberon Afleet Alex.
 Philadelphia, 2002: Alexandra Scott, una bambina di sei anni colpita da rara forma di tumore infantile da quando aveva appena undici mesi, è così serenamente consapevole del neuroblastoma che colpisce anche altri coetanei da essersi messa in testa di sostenere la ricerca. La sua famiglia non è ricca; perciò a scuola Alexandra vende limonata a 5 cent il bicchiere, sognando di raggiungere un milione di euro.
 2004: a Silvertand è stato diagnosticato un cancro con prognosi infausta, ma egli ha rifiutato di sottoporsi alle chemiotrerapie di contenimento affermando che si curerà seguendo il suo nuovo cavallo, in cui ripone speranze. E’ stato infatti acquistato da cinque amici di Philadelphia, i quali hanno quasi tutti, curiosamente, bambini di nome Alex.
 Afleet Alex debutta in pista e si rivela un fuoriclasse. A otto anni, Alexandra Scott muore. Colpiti dalla sua storia, i nuovi proprietari del cavallo decidono di donare una percentuale delle vincite alla fondazione creata nel frattempo dai genitori della bambina, e convincono gli ippodromi dove Afleet Alex corre a ospitare gli stand che vendono la limonata, pubblicizzandone la causa.
  E’ un successo straordinario, tantopiù che il cavallo vince corse prestigiosissime. C’è chi mormora che fra lui e Alexandra esista un legame misterioso. A bordo pista, i signori Scott raccolgono fondi e ben presto raddoppiano la cifra agognata arrivando a due milioni di euro. Nel 2005, sulla retta d’arrivo della prestigiosissima Preakness Stakes, con una mossa improvvisa e pericolosissima il fantino di Scrappy T taglia di colpo la strada a Afleet Alex, montato da Jeremy Rose. E’ una frazione di secondo, Afleet s’inginocchia e col muso sfiora la sabbia: a quella velocità il minimo è una caduta rovinosa, con fratture garantite e la probabilità di essere travolti dal gruppo. Invece, come per magia, lui si rialza e recuperando il comando va a vincere di molte lunghezze. In seguito, Rose racconterà di aver provato, in quell’istante, la sensazione di una forza straordinaria che li risollevasse da terra, spingendoli verso il traguardo.

Tant’è che tre settimane dopo a A Belmont Park, in occasione della terza prova della Triple Crown, per vedere Afleet Alex si radunano 120.000 persone, migliaia di bambini e una quantità strepitosa di chioschi per la limonata.
 Dopo essere stato nominato cavallo dell’anno, a seguito di un altro incidente, Afleet Alex viene ritirato dalle corse la stagione successiva, continuando la carriera come riproduttore. Silvertand ne segue ogni glorioso momento e muore nel gennaio 2007, tre anni oltre le previsioni dei medici.

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