Il lungo volo degli ibis – da Repubblica sera

 Da circa un mese Domino è di nuovo libero, in volo verso il nord Europa. Il giovane ibis eremita è l’unico superstite dei tre esemplari abbattuti in Toscana nell’ottobre scorso da bracconieri, e si è salvato grazie alle cure del Cruma Lipu di Livorno. Seguiva Goja, storica capostormo del progetto Reasons for Hope che insegnava ai più giovani le rotte della migrazione, uccisa a San Vincenzo con la figlia Jedi. La campagna internazionale per la reintroduzione dell’Ibis calvo del nord, noto come ibis eremita (Geronticus eremita), è sostenuta da Jane Goodall (lo stesso nome Goja era una dedica, contenendo al contrario GJ iniziali della grande etologa) ed è coordinata in Europa dell’austriaco Johannes Frits direttore del Waldrappteam, che opera per impedire la completa estinzione di un animale scomparso nel nostro Continente quasi quattrocento anni fa, di cui esistono ancora una colonia in Marocco e tre individui in Medio Oriente. Da undici anni il Waldrappeteam opera per costituire colonie migratorie autonome, allevando pulcini e grazie all’imprinting allenandoli alla migrazione, anche per mezzo di alianti guida.
Goja era stata a ogni effetto pioniera della reintroduzione della sua specie, affrontando da sola, per la prima volta, l’impresa migratoria.  Sono centotrenta, Dal 2004 a oggi, gli ibis eremita allevati dal Walldrapteam e dotati in volo di Gps-tracker, ma la maggior parte di loro è scomparsa proprio durante la migrazione autunnale che coincide con il passaggio nel nostro Paese e l’apertura della stagione venatoria italiana. 
Una zampa di Domino, distrutta dai pallini, è irrecuperabile, ma grazie all’intervento degli esperti le ali si sono salvate. Oggi è sulla rotta della Bavaria per raggiungere i compagni, nella speranza che il viaggio inverso, fra cinque mesi, non riservi nuovi, orribili incidenti. Quest’anno infatti, prima della partenza da Burghausen, gli ibis erano cinquanta e includevano otto nuovi nati: quattordici di loro non ci sono più.

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